Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato una posizione negoziale parziale sul regolamento che definirà l’architettura della futura Politica agricola comune (Pac) dopo il 2027. La decisione rappresenta un primo passo concreto verso la riforma della politica agricola dell’Unione e si inserisce nel più ampio contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale (Qfp), che dovrà ridisegnare le principali politiche di spesa dell’Unione.

La posizione concordata dai ministri riguarda esclusivamente gli aspetti non finanziari della riforma. Le questioni economiche restano infatti ancora aperte e saranno oggetto dei futuri negoziati sul bilancio dell’Unione. In sostanza, il Consiglio ha fissato le linee guida per la struttura e il funzionamento della futura Pac, rinviando a una fase successiva la definizione delle risorse disponibili.

Secondo quanto riferito dal Consiglio, l’impostazione generale della futura Pac rimane quella proposta dalla Commissione Europea, con alcune modifiche introdotte dagli Stati membri. L’obiettivo dichiarato è garantire agli agricoltori il sostegno necessario per mantenere la produzione alimentare, migliorando al tempo stesso la resilienza e la competitività del settore.


La riforma punta inoltre a semplificare il quadro degli aiuti, rendendoli più mirati ed efficaci, e a dare maggiore flessibilità agli Stati membri nella gestione delle politiche agricole. Il Consiglio sottolinea che la Pac continuerà a svolgere un ruolo centrale nel garantire la disponibilità di alimenti sicuri e a prezzi accessibili, nella tutela dell’ambiente e nella vitalità delle aree rurali.

Un elemento chiave della riforma riguarda anche il riordino complessivo dei fondi Ue nel prossimo bilancio pluriennale. La proposta della Commissione prevede infatti di raccogliere risorse che oggi sono distribuite tra diversi strumenti in un unico nuovo piano di partenariato nazionale e regionale (Nrpp).

In pratica, ogni Stato membro dovrebbe predisporre un piano complessivo che sostituirà i programmi distinti attualmente dedicati a coesione, agricoltura, pesca, migrazione, sicurezza e Fondo sociale per il clima. Per la Pac, questa impostazione comporta la fusione dei due pilastri tradizionali — il Fondo europeo agricolo di garanzia, che finanzia i pagamenti diretti e le misure di mercato, e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale — in un’unica struttura, pur mantenendo i meccanismi e gli interventi caratteristici della politica agricola comune.

Sul piano finanziario, la Commissione ha proposto di destinare complessivamente circa 300 miliardi di euro per il sostegno al reddito degli agricoltori e per le misure di gestione delle crisi nella futura Pac. A queste risorse si aggiungerebbero ulteriori fondi provenienti dai piani nazionali e regionali, destinati a rafforzare il sostegno al reddito, l’innovazione e le iniziative nelle aree rurali.

La proposta comprende anche una rete di sicurezza unitaria per proteggere gli agricoltori dalle crisi di mercato e dagli shock economici, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficace e reattivo rispetto all’attuale modello.

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